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Percorso arte

La visita di rapolano può ben iniziare dall’ampia piazza della Repubblica, posta proprio nei pressi di una delle vie d’accesso al borgo. Da qui si imbocca la piccola erta di via Mazzini, che costeggiando le mura si affaccia dall’altro lato sui campi lavorati punteggiati di vigneti e boschivi che rivestono le colline circostanti. Si arriva così alla Porta nuova, sopra la quale si intravede scolpito l’antico stemma del castello, appunto la rapa. Oltrepassato l’arco ci si trova in piazza Matteotti, suggestiva nel suo lastricato ben ordinato.

Di qui si ha subito l’idea di come il borgo, dalla compatta struttura urbana, sia situato a ridosso di un crinale e si articoli nin una serie di vicoli e stradine in costante saliscendi. Sul lato sinistro della piazza campeggia una scultura in travertino ”Fontana” (1987) opera di Mauro Berrettini, lo stesso autore della Stele in memoria di Artemio Franchi (1985) collocata in una strada della vicina Asciano e del “Monumento ai contradaioli (1993) posto all’ingresso del cimitero del Laterino a Siena, oltre che dello scivolo già collocato nel giardino del’asilo nido di Rapolano.

Dietro l’installazione, che per la verità ben si inserisce nella piazza, amalgamandosi con gli altri edifici si trova la Chiesa del Corpus Domini, dalla facciata ad intonaco.Nel suo interno, si trovano alcune pregevoli opera d’arte, come una Madonna del Rosario de santi attribuita a Ventura salimbeni e risalente al XVI secolo; una tavola suddivisa in 15 finestrelle di Lattanzio Bonastri intitolata “Misteri del Rosario” del XV secolo e una Madonna in gloria con Santi affresco del XVI secolo. A lato dell’affresco si ha inoltre la possibilità di notare una riproduzione di una pala d’atare di Luca di Tommè, la Madonna col Bambino, opera di chiara scuola senese del 1370 ca.

Proseguendo per largo Fratelli Cervi, sul lato della chiesa del Corpus Domini, si raggiunge la piazzetta del mercato, da cui si dipartono alcune viuzze in ripida discesa, e da qui l’attigua piazza del Castellare. Deve essere stato probabilmente questo il nucleo originario di rapolano, attorno a cui si è andato sviluppando negli anni il borgo, con le sue case tutte a ridosso l’una del’altra , costruite sul modello delle case-torri, assai diffuse nel medioevo.

La casa-torre di Rapolano è caratterizzata dalla presenza di una scalinata con cui si accede agi appartamenti e sotto la quale si trova un cosiddetto “ fondaco” cioè il magazzino. Il suo utilizzo p giustificato soprattutto dalle dimensioni contenute del colle su cui si arrampica il borgo. Sul Castellare si affaccia l’antico Palazzo Pretorio, privato delle funzioni amministrative con una legge del 1838, attraverso la quale si esprimeva la volontà di ridurre il numero delle municipalità. Rapolano si trovò così, suo malgrado ad essere governata dal vicario regio insediato nella vicina Asciano.

Sotto la piazzetta si trova anche la chiesa romanica di san Bartolomeo, che conserva al’interno una scultura raffigurante il Santo con in braccio il Bambino nell’atto di dare del pane a mendicante e un affresco della madonna col Bambino e Santi. Una chiesa, quest’ultima, che dagli arredi dimostra ununa particolare vocazione popolare. Oltrepassata la piazza ci si affaccia sulle mura del borgo e sulla sottostante piazza dove si intravede anche il nuovo Palazzo Comunale.

Da qui scendendo si raggiunge la Porta di Sant'Antonio da dove si garantiva l’accesso a chi proveniva da Asciano anch’essa sormontata dallo stemma di rapolano e da un a lto torrioni leggermente sporgente...Tornando sui propri passi ed imboccando la via del Forno, così tipica nel suo stretto lastricato e passata da un piccolo arco, si giunge di nuovo in piazza Matteotti da dove si imbocca una delle viuzze a lato della chiesa dell Misericordia, cioè via Monaci o via Virtuosi che si congiungono in una stretta discesa che conduce alla chiesa di santa Maria Assunta. Di lì a poco senza essersi affacciati in alcune piccole corti laterali in cui il tempo pare davvero essersi fermato, si incontra un grazioso edificio di foggia signorile, ornato da una loggia formata da tre piccole arcate , sostenute da eleganti colonne con tanto di capitelli lavorati.

Accanto al’edificio si apre la porta dei Tintori (XIV sec.) ingresso alla città sulla strada di Siena di fronte si scorge la antica e maestosa pieve di San Vittore, posta poco fuori dal borgo e che conviene raggiungere a piedi, sia prendendo per Sobborgo Garibaldi che costeggiando le mura ci riconduce verso Porta Sant Antonio. Pochi metri prima della porta, sulla destra si diparte una strettissima e discesa di via della Pieve che ci conduce direttamente alla Pieve.

San Vittore, esempio classico di arte romanica fatto generalmente risalire al XI secolo, ma qualcuno indica come già esistente nel VIII secolo, anche se non nella forma attuale, si presenta come una chiesa da un’abside semicircolare e accompagnata da una piccola torre campanaria, anch’essa a base quadrata. All’interno dal quale si può cogliere la semplice linearità dell’edificio, un bell’affresco del XV secolo raffigura Sant Ansano. Bella anche la vista dei campi e delle colline toscane che la pieve, in posizione strategica, consente di apprezzare nella loro varietà. Da qui, riprendendo via della Pieve e continuando per sobborgo Garibaldi, si torna direttamente a porta Nuova da dove siamo partiti.